quotidiano

a catania
ci arrivai nel ’45
con la littorina da grammichele
case
dirupate
sventrate
come vecchie sorridenti al sole primaverile
scaldarsi
sdentate
melanconiche
sonnolente

palazzi bucherellati tormentati feriti
anacronistica
la villa bellini splendida come una principessa
in sposa
irradiata di sole
odorosa di friggitorie e pasticcerie
golose
e
il mercato
lungo i ponti della ferrovia per siracusa
a ridosso del porto
affollato
come un giorno di festa
traboccante d’orti
e macellati e provoloni e
frutti
di stagione
e pesci guizzanti e
grida di venditori
e formicolare intenso di attenti acquirenti e
grondare d’acque
e
odori
intensi
e muffe e fermenti e mare
acri
pungenti

staccammo il mattino dal pomeriggio
in una stanza d’albergo
dirimpetto al duomo cattedrale dedicata a sant’agata
la piazza troneggiata imponente dal liotru
deserta

un altro treno ci scaricò a grammichele poi
i lampioni già accesi
nel conforto del
riconquistato

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