quei fiori… nei giorni

nei giorni lontani
che sono di tutti anche
di
quei
che ancora ne hanno pochissimi i
fiori
sono
dei fotogrammi tutti che si ripercorrono insistenti
tra
i
più
ricorrenti
che
uno poi
quel del cardo

che secco s’arruffa al sol leone cristallizzando spinoso
monumento
agreste
del terreno
arido
è
delle mie gambette di bimbetta incauta condotte
ricordo
di
lacerazioni
pruriginose assai
io che nacqui e crebbi e donna divenni ove i campi prima che l’aratro
incidendo
le zolle rivoltate tutto rade
come volto maschile è dal barbiere fresco e bello reso
sono
del cardo
casa
per
eccellenza
affollata
e luoghi ove ancora il mio pensiero
s’annega

rifugio giovanile
piacevole
dall’avvizzito mio essere
tormentato

ora