ali

d’una cinciallegra la conversazione ascoltando
gli occhi la trovarono
in cima ad un ramo
d’un filare
d’alberi
alti
sulla via del parco
zampettava saltellando come senza peso sull’esile appiglio minutina
tra cielo e terra
la sua vita
sospesa

è nostrana

nostrane
invece non sono
le cocorite
che affollano gli alberi del parco chiassose
all’imbrunire
e il cielo
al rientro dai campi che le nutrono

sono aliene

le gabbianelle
simpaticissime macchie bianche mai chete
(gabbiani comuni)
già fanno del lambro al parco luogo di raduno
aumentano di numero e accettano chiassose cibo dagli umani
sinché
primavera
le porterà via per altri lidi a nidificare

sono in attesa

le papere germano
fan piccolo gruppo con le femmine in minoranza
non so perché
certo è all’occhio che nella stagione degli amori
non son poche le coppie maschili

saran gay

di tutto
invece
son divoratrice le cornacchie
a me molto simpatiche
(lo sono anche gli altri volatili a dir del vero)
e hanno un gran daffare
con i corpi delle nutrie
(e sono tanti)
che la vita han lasciata sui prati spegnendosi belle grasse

sono spazzine

se fossi più attenta
nell’osservare
(e invece sono pessima assai)
il parco
è
di casa
a molte altre specie
per mole
certamente
non mi sfuggono gli aironi e i cormorani

quando ci sono

e se avessi mano ferma e stile nel tratto qui appiccicherei un grafo di loro tutti belli