Ci devo pensare

Non ci ero mai stata. Non mi ero mai sentita così provinciale. Non mi sono mai sentita così cattolica romana (e questo è stato un guizzo di orgoglio, tra tanti smarrimenti). Non ho mai visto così tanti barboni. Non ho mai sentito tanta puzza di urina. Non ho mai visto tante donne sole. Non ho mai visto così tante minigonne. Non sono mai stata in una tale accozzaglia eterogenea di lingue e culture. Non ho mai visto una città così imponente e vasta. Non avevo mai visto la bellezza silenziosa e imponente di Notre Dame. Non avevo mai capito certi paesaggi urbani di van Gogh. Non ho mai visto così tanti locali e tutti pieni e a qualsiasi ora. Ho visto donne baciarsi per strada.

Ho visto statue mozzate, crocifissi deturpati, preti complessati. Mi sono sentita violentata ed ho pianto per i miei morti che non ho mai conosciuto. Non ho mai odiato così tanto la stupidità umana.

Non mi sono mai sentita tanto piccola e insignificante: una gallina sciocca che razzola nel suo pollaio, mentre fuori c’è il mondo.

Sono stanca morta: ho percorso chilometri e chilometri. Sono stata non so nemmeno quante volte a Notre Dame. Ho sfasciato le scarpe. Ho strappato il gilet e al supermercato mi guardavano come una barbona ed ero seguita da una sorta di buttafuori africano, enorme, che immagino cercasse di beccarmi intenta al taccheggio. Ho bevuto birra e Sauternes. Ho bevuto Sauternes con formaggi molli e saporiti. Mi fa impazzire il Sauternes. Ho preso appunti, ho scattato quasi mille foto e le sto riguardando. Ci devo pensare. Ho fatto all’amore commossa e innamorata. Ero innamorata e mi sono innamorata. Della stessa persona. Ci devo pensare. Ci devo pensare. Ci devo pensare.

3 pensieri su “Ci devo pensare

  1. …un madonnaro
    prono
    sul sagrato
    ha gessi a iosa
    e
    mani
    sporche
    e sul selciato compone coi colori
    forme
    che nascono esatte
    dalla sua mente prese
    e
    da
    una cartolina
    che è lì in un angolo riposta
    come fosse… e lo è… dimenticata

    lo sovrasta il cielo e la gente distratta

    • …non è che una storia
      neanche significante
      una come tante
      accadde un tempo lontano
      riguarda un ragazzo
      e anche bello
      ha
      diciotto
      anni
      o giù di lì
      siede al bar
      un tavolinetto sul marciapiedi
      è inutile che vi dica che anche il sole è bello
      e il cielo splendido

      lo sono
      sempre
      ha un blocco sul ripiano e una matita nella mano
      e la carta si arricchisce di segni
      tracciati
      di getto
      velocemente
      senza pensamenti
      cresce un fumetto
      una
      storia
      e i volti sono quelli dei passanti…

      caricaturati

      non so più se ancora disegna
      forse si è stancato di sé stesso
      come tanti
      in tutti i campi

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