all’Oratorio

…il sole lo ha tutto
tra i piani alti d’intorno
le linee d’una
chiesa
e
un largo
d’alberi
folto
querce e millicucchi belli pieni frondosi
ma è il vociare dei bimbi nel campo
che lo rende più luminoso
e
lo
fa
vivo…

e accende il cielo sopra

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22 pensieri su “all’Oratorio

  1. …è alla matrice
    il mio
    oratorio
    ma le ragazze non ci vanno
    noi si va dalle suore a ricamare e fare trine
    oggi
    si lavora
    ad un abito da sposa
    d’una gran signora
    si dice
    io
    d’ago
    vado un disastro
    ma son con altre a far d’uncinetto un gran merletto…

    all’oratorio c’è mio fratello quasi gemello
    campione di calcio balilla
    lui
    si diverte

  2. …una volta ci sbirciai
    ero più piccola
    sì sì dentro l’oratorio
    solo due stanze scure dietro l’altare maggiore
    ma ci si entra dalla via
    puzzavano di sudori acri polverosi
    non c’era nessuno
    solo il bigliardino nella prima
    e il ping pong nella seconda appena lo spazio per giocare
    e un pannello a carboncino
    una testa di cristo
    grande quanto un foglio intero da pacco…
    e da pacco era

    al carboncino poi mi ci provai io
    e fu un disastro
    certo però dalle suore è molto più arioso
    e lindo

  3. …l’oratorio oggi
    ai miei occhi sotto
    è tutt’altro
    ha stanze a iosa
    un grande salone per le feste
    e un campo per il calcio
    questo
    lo fa ancora maschile
    ma non più esclusivo
    a frequentarlo
    sono
    tutti
    e tutti impegnati
    mentre io sto solo ad osservare…

    a sbirciare ancora

  4. Non conoscevo quel nome che usi tu… ma google mi ha confessato che si tratta di bagolaro. Noi lo chiamiamo spaccasassi: vegeta sulle prealpi, sulle rupi. Ogni tanto ne mangio le “ciliegine” nere, piccole ma dolci. Un mio vecchio testo di botanica ricordo dice che i noccioli, duri e sferici, si usano per fare i grani dei rosari…

    • …settembre è già
      l’estate sul finire
      o forse è già autunno pieno
      sono confusa
      è certo che è il tempo degli storni
      che il millicucco generoso
      accoglie
      numerosi a stormi folti

      è vecchio
      è curvo
      è logoro
      le rughe lo incidono nel viso cupo
      sulle mani enormi i calli
      è minuto nell’abito liso del villano
      tela ruvida
      grigia
      che ricorda la pioggina intrisa
      gli scarponi rosi ha
      fangosi
      lo colora una coppola nera in testa
      intrisa di polveri e sudori
      è all’angolo
      nella piazza già di lumi accesa
      accovacciato sulle gambe come fosse un fagottino
      e una cesta in mezzo
      colma di millicucchi mielosi nerissimi
      e
      di
      canne
      cerbottane
      che connubio queste cose insieme per noi ragazzini

      mio fratello quasi gemello
      ne ha comprato un cartoccio colmo
      e
      una
      canna lunga
      la bocca ha piena scioglie ogni polpa accuratamente
      e
      poi…
      e poi è guerra di semi coi suoi compagni più agguerriti ancora
      e fanno male quando colpiscono
      ma che divertimento
      rincorrersi allegri di pensieri

      a me non è concesso spio di dolori esclusa
      e sono oggetto offesa
      qualche volta
      presa
      di mira di sorpresa
      e loro allora ridono di più

    • …lei
      conosce
      d’ogni pianta il nome e il vivere
      percorrendo i suoi boschi tra gli alpeggi e le brughiere
      ed è
      del luogo
      lei stessa
      una pianta
      sì che non teme star con l’altre sola e confondersi
      e il pensier le vola
      e lei ne vive…

      il ritmo del decasillabo tracciato sulla carta come suo respiro

    • …d’inverso
      è nel respiro del mare
      il mio
      mi scioglie in esso
      e all’abbraccio col mondo mi conduce
      sedimento lento
      dispersa…

      • Queste parole stanno insieme da sole. Sono belle. Io vedo che a volte (scrivi sempre bene, ma a volte!) ti escono gioielli veri.

    • …il corpo che mi porto
      ha nel mare
      le sue origini semplici primitive
      cresciute di corpo in corpo
      tal che un corpo come il mio non è improbabile vedere
      ma della voce che ho dentro
      e non è mai zitta
      e sono io
      e par che non ve ne sia un’altra in assoluto
      di lei si dice solo
      favoleggiando il mistero…

      è certo ch’io son di lei e del mio corpo fatta

    • …io sono col mare d’albe e tramonti sospesa
      ogni giorno in attesa
      dello schiudersi del cielo nella notte
      all’universo…
      e anelo

    • …sono arsa come campo al solleone riarso
      cosparso del trillo assordante di cicale scalmanate
      e la notte
      più miti
      di grilli innamorati… canterini

      sono arsa per non avere amore come donare

  5. …è l’ora in cui si va a lavoro
    la via è un nodo
    un intrigo di direzioni
    veloci
    scorrono le auto
    e ogni altro mezzo
    il mio è una bicicletta
    su una via una direzione stretta
    è a terra
    forse urtato appena nella confusione
    andava in bicicletta come me
    c’è torma intorno
    qualcuno è già a chiamare
    la torma si dirada
    è vecchio
    un manichino
    sul selciato abbandonato inerme
    gli alzo i piedi leggermente
    si sveglia
    vuole riprendere la sua via
    lo calmo
    gli metto la mia borsa sotto il capo
    mi dice
    io me ne intendo sono un farmacista posso andarmene mi creda
    lo trattengo
    arriva il soccorso
    lui dice ancora altro farfugliato
    chiude gli occhi
    il petto sgonfia
    è andato dice uno degli arrivati su di lui
    è già in barella in ambulanza
    vanno via…

    l’oratorio ora è tutto lì io riprendo la mia via

  6. …una parola sciocca
    permalosa
    è caduta in terra
    dice
    la trascuro
    e non vuole più essere raccolta
    offesa
    così
    l’ho perduta…

    e non ricordo più qual’era
    che sia alzheimer…

  7. …sul tranvai
    ieri l’altro
    ho trovato il titolo per una storia breve
    lo portava una signora
    sulla sua borsa in grembo di plastica rigida verde
    il profilo nero d’una città animata

    la città… stampata

  8. …vieni
    mi disse
    dove
    chiesi
    a vedere i risultati degli esami
    rispose
    ma son finiti stamattina e oggi è sabato
    dissi io
    e lui
    li avranno esposti al portone
    vuoi che non l’abbiano fatto

    il portone c’era
    ma era chiuso
    e nulla più

    suoniamo alla prof
    disse
    la prof era la figlia del custode
    e avevano l’abitazione sul fianco sinistro
    della scuola
    una viuzza tra le case tutta di gradini
    e lì in cima inerpicato l’edificio di tre piani
    lo era
    solo d’uno
    sebbene ancora alto

    il cielo era bello
    alle tre del pomeriggio settembrino
    e la viuzza
    tutta in ombra
    ne prendeva la luce viva

    s’affacciò
    la prof
    dopo insistenza di campanello
    fece il viso come dire non posso dire
    il mio amico segnò il cielo di condanna
    e il viso suo come volesse di pietà la smentita
    lei allargò le braccia di sconforto contrita
    e fu sentenza data definitiva
    il cielo ora beffardo più acceso e bello

    io
    quell’anno
    lo avevo perso a giugno
    forse per questo chiese la mia compagnia

  9. … i ricordi sono come finestre accese
    nella penombra del luogo
    i colori
    sono più belli…

    belli sono i colori
    alla finestra del castello di lipari
    è agosto intenso
    intenso è giù il mare blu
    e la terra bruna fiorita di enormità…

  10. …lo stile è trito
    le parole insulse
    non c’è costrutto
    se mai ci fu

    spengo

    ma non solo per questo
    anche per il mio presente trito
    che stride malamente triste
    con le cose di qui

    così è

    entrerò a leggere però
    e quando tu appiccichi
    lascerò il segno
    di me qui per dire…

    come posso ci sono finché potrò

    (la mia vita reale è più incasinata della tua)
    o comunque lo è molto
    in questo momento
    particolare

    vorrei avere una mano nella mia e la sua forza compagnia

    il cristiano però sa
    che solo in Dio è ogni conforto
    e cercarlo altrove è vano
    anche se poi è attraverso l’uomo che spesso opera

    chiosa

    ogni quartina è nata chiosa
    altre le ho cancellate
    ma ne manca una
    a conclusione vera

    allora questa è la chiosa vera sebbene insulsa assai

    PS
    alla cena dal mio amico
    lui dicendomi quante cose sai
    io dissi sono solo una ragioniera
    e a scuola ero la più asina
    il figlio chiese cosa eri
    risposi ragioniera
    insistette no no questo quello dopo
    confermai la più asina della classe
    mi guardò come volesse dire ora capisco
    anche le sorelle sembravano conferma
    il padre cercò di rimediare dicendo non è vero
    ma solo così è possibile judy il nostro essere insieme
    e tu mi credi

    (io non dico mai agli altri quante cose sai
    le ascolto
    e le faccio mie
    mio fratello quasi gemello di me diceva
    sei cretina
    sai solo le cose che dicono gli altri
    a voler dire che io non le so generare
    le mie idee
    ed è vero)

  11. …genero l’attesa che la notte prolunga
    e l’alba mi porta vaga per la casa
    prima
    che a letto nuovamente
    mi addormento un poco
    per un’ora più decente…

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