Luce vuole riflessi

Questa roba, malamente tradotta, è sorta parlando di luce con la mia amica Aeala, in SL, nella sua magnifica terra di Arda, mentre come un pesce, da sotto, guardavo le rifrazioni ed i riflessi della luce.

Luce vuole riflessi per vivere
e non correre in perduto spazio
di nero vuoto opaco, di tenebra
come roccia combusta d’iverno

Luce vuole qualcosa per essere
non c’è più senza specchi o senza
rifrazioni e riflessi nell’acqua.
Non è luce la luce se sola

Io per vivere voglio riflessi.
Devo avere i tuoi occhi per essere me.
Non mi vedo se sola o se senza
i tuoi giochi e il tuo bel sorriso

4.IX.2015

L’originale in inglese è qui
 
Mi accorgo dopo alcuni giorni che questa traduzione è davvero terribile; la rifaccio così:

Luce vuole riflessi per stare
e non correre in perduto spazio
delle tenebre vuote più opache
come roccia combusta d’inverno
 

Luce vuole qualcosa: così è
senza specchi o riflessi si squaglia,
senza giochi nell’acqua rifratti.
Non è luce la luce se sola
 

Io per vivere voglio riflessi.
Nei tuoi occhi mi vedo: lì sono.
Non sussisto se sola o se manca
questo tuo gioco e il tuo bel sorriso

12 pensieri su “Luce vuole riflessi

  1. …di un teologo tedesco lessi che Dio non si cura dei singoli ma solo dell’umanità nel suo complesso.

    …è molto bello invece pensare che Dio vuole proprio me eccetera eccetera.

    …si il tuo punto di vista è più evangelico: ciascuno ha in Dio un amore privilegiato.

  2. si, che tu dicesti la versione italiana una non buona traduzione da quella originale inglese.

    oggi ho portato la macchina dal meccanico e ho faticato a dirgli il numero di telefono di casa e non mi veniva proprio la parola “revisione”. il poveretto mi consolava dicendomi che era comprensibile, vista l’ora presto del mattino.

    suonano parole di luce e colori, linee marcate di forme, bagliori tra terra e mare ammantati di cielo e cumuli di nubi, solitudini assolute, e… al mio guardare, unico, presente, su tutto, sino alle soglie dell’infinito e nell’infinito, …tace impotente la mente, dolorosamente, che del nero, che è in mano, la mano non traccia il candido e triste è, allo sguardo, il suo rimanere intonso, così deluso di neri, e tanto di silenzi solo, esso, incombe.

  3. preferisco anch’io la seconda traduzione: ma l’originale inglese è perfetto, mi piace moltissimo!
    non ho studiato l’inglese se non sporadicamente e come autodidatta poco portata alle lingue, però cerco di leggere poesie anche in inglese per non privarmi di questo piacere e conoscenza, entro i miei limiti ristretti. Devo dire che questa tua , come anche l’altra dedicata al figlio che parte, mi sono riuscite particolarmente congeniali. Ma tu, sei di madrelingua inglese o italiana? per me, queste tue hanno un fascino sussurrato e misterioso…sei brava!

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