Didascalie

…nelle ore della notte
che precedono l’alba
ancora ricche di stelle belle e di aere sereno
il mare lambisce la terra di respiro appena lentissima nenia
come
di chi in sogno
avvolto
nelle stesse ore ha
di membra abbandonate il letto che lo accoglie tenero
rifugio
certo
perfetto protettore d’ogni male
così rilassando anche le più piccole quisquilie
sospira…
appena
appena…

e
tale
il mare
è
nel suo letto steso
questa notte
in abbandono tutto sereno
specchio perfetto dell’universo riflesso
privo d’ogni più piccolo
turbamento

e i miei occhi vegliano lieti questo
lieti del cielo e della terra e del mare e del tempo e del
mio pensiero
rapito…
e tutto io sovrasto

io sono l’universo io sono nulla io sono sparuta io sono annichilita

una tenda minuscola
di
pesante
tela
ruvida
coloniale
ha la mia veglia in riva al mare e all’alba che si appresta…

un agosto ritornato di incantati percorsi ancora riverbero vivo

7 pensieri su “Didascalie

  1. didascalia di una atmosfera

    …festa grande in casa
    si festeggia una maggiore età femminile
    21 anni
    allora
    come fosse ancora ieri
    sgombre le 3 stanze in riga
    montati i tavoli del buffet
    in
    una
    sparse sedie intorno a tutte
    un grammofono gira
    di vinile in vinile
    il cadenzar di piedi che la notte aspira
    surriscaldano gli ambienti
    c’è odore di gente
    rallegrano sorrisi
    infittiscono cicalecci
    si ripetono vinili per coprire il tempo che non ha sosta
    ha sosta già la gente stanca
    si svuotano le stanze
    gli ultimi irriducibili se ne vanno
    scende il silenzio che ha gli echi dei vinili
    si riportano i letti spariti
    nauseano gli avanzi del buffet
    ogni lume è spento
    il sonno coglie senza sogni
    ma
    è
    già
    l’alba…

    occorre ripulire e far di pranzo

  2. …’a muddura è
    quando la nebbia per consistenza
    condensa
    in minutissime goccioline più pesanti dell’aria
    e
    cade
    come pioggia che non c’è
    bagnando tutto
    d’un sottilissimo velo grondo…
    con il tempo già uggioso di per sé

    oggi da me è giorno di muddura e il mio spirito gronda del suo velo

  3. …di largo gesto il braccio
    il pugno semina la zolla aperta
    e l’erpice ricopre
    novembre
    i campi tutti l’aratro ha lavorati le messi
    saranno
    gioia
    dei mesi… che verran caldi
    attesi
    presto

  4. La prima, qui sopra, è molto bella e addirittura serena. Pace, respiro, orizzonte.
    Mi chiedo spesso, leggendo queste tue, come tu faccia a scriverne così tante, mai uguali, tessere di mosaico di una terra lontana che man mano si compone anche ai miei occhi…

    • Ti ringrazio e apprezzo molto di te anche il tuo sapere essere così bene esplicativa e mi stupisce come tu, così poliedrica, abbia notata me, così insignificante, con sole didascalie da dire.

  5. …disegna uno sperone alto di scogliera
    lambito però di grassa terra negra alluvionale
    corroso nel calcare
    solcato d’antichi tortuosi incavati cavernosi letti fluviali esangui
    ricoperto d’alberi di carrubo filari di fico d’india e muri a secco
    ovunque
    su terra ferruginosa e pascoli bovini
    e lì
    in cima
    a limitare dello sperone
    il mio paese
    baroccheggiante
    sull’altipiano
    in uno dei finire dei monti iblei
    soleggiato sempre
    è a godersi il piano il mare il cielo
    nell’angolo siciliano sud sud orientale
    al confine tra due province
    la siracusana antichissima la ragusana di ieri…

    il mio paese dai miei dieci anni alla maturità

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