Gabriele

Natale è il compleanno di Gesù Cristo, non la cosa sciocca cui solitamente pensiamo.

(Due voci per questo Natale)

Gabriele percorre la Terra
per cercare qualcuno che attenda.
Non c’è vergine santa né uomo
che conosca, si veda e si sappia

Tutto sembra deserto, combusto
senza scopo, calore né fiamma
ricchi e poveri sono già morti
nel delirio di gloria e d’orgoglio

Gabriele ricerca una breccia
perché nasca il Signore del mondo
vede l’alba di fuoco, la notte
e tramonti di cupa bellezza

L’ombra grigia è distesa sul mondo
sulle cose e sull’uomo che dorme
reso dono a quel niente che insiste.
Si scolora del bello vivezza

Gabriele ritorna, la terra
si rivolta in anafore stanche.
Anche l’arte rinnega sostanza
persa della ragione certezza

La memoria è stagnante ricordo,
senza scopo il tragitto percorso.
Si scompongono regole e forme,
destrutturano musiche e versi

Gabriele non trova speranza
solo sciocche pretese d’infanti
che si ergono inani ed urlanti
millantando diritti di morte

Sconsolata esistenza vacilla
(sciocchi e vani i programmi immanenti)
senza stella allo zenith che illustri
di motivi nitore, evidenza.

Gabriele ricorda la Donna
di quel giorno lontano che accolse
libertà, pace e chiara presenza
in un Bimbo che sua carne crebbe

Gesù è nato, è già nato e rinasce
per morire e ogni volta risorge
dentro me, dentro l’ora del mondo,
nelle morchie del mio fare sciocco

Gabriele mi cerca e domanda
solamente di me. Cristo nasce
comunque e dovunque. Cristo nasce
qui per me solamente se voglio

In un nero giardino disperso
siamo ferri bruniti ritorti
convoluti di slanci riflessi.
Ci ferisce la luce per sempre

8.XII.2015, giorno de L’Annunciazione

La versione inglese è qui

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5 pensieri su “Gabriele

  1. corifeo

    …stonata come sono
    mi sorprende
    sentire
    ai padiglioni delle mie vecchie orecchie necrotiche
    l’alternarsi
    piacevole
    dei due timbri vocali
    così
    ben
    distinti…

    mi ricorda
    per certi versi
    la mia unica presenza al teatro greco di siracusa
    per…
    l’agamennone
    di eschilo
    una lontana stagione teatrale alla luce del sole ancora primaverile

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