La vergine stolta

 


Dove ho messo quell'olio domando
ai miei gesti cocciuti d'istinto
all' io voglio che solo comando.
Quale lampada avrò quando occorre?

Dove hai messo quell'olio rimanda
dentro l'uggia il mio giorno di pioggia
mentre mischia orizzonti e più saggia
sembra l'aria nebbiosa eppur ferma?

Dammi ancora quell'olio, domando,
che il mio tempo ogni passo assottiglia
sul crinale dei giorni e poltiglia
mi ritrovo la sera a bagaglio

Cerco l'olio, il mio vuoto colmando
con progetti e speranza di affetti,
obsolete parole rimando.
Fammi lampada
                          nuova
                                     che splenda

12.V.2016


7 pensieri su “La vergine stolta

  1. il ferro

    …i prati fioriti abbatte
    non
    s’abbattono
    i
    fiori

    che lesti fan più lieto capolino… ma non più tutti

  2. Sì, ma.. lol … già ti dissi… senza il ferro in pochi anni niente più fiori!… Io domenica scorsa ho rasato il mio praticello, facendo strage di pratoline, che però già stamattina occhieggiavano nuovamente…

  3. mmm
    il fatto è che alcune specie sono adattate ai tagli frequenti e li sopportano bene, ma soprattutto che altre non tollerano l’ombreggiamento: in prima approssimazione (non è proprio così), quanto più una pianta vuole luce, tanto più soffre in un prato “vecchio” con erbe alte e magari anche arbusti. Curare il prato è pratica benemerita, quindi; diverso è il caso degli erbai, grossomodo monospecifici (solo loglio, solo medica ecc.) che sono uno schiaffo alla varietà delle specie…
    🙂

    P.S.: non provocarmi, ché divento insopportabilmente noiosa!

    • …le more
      oggi
      al parco
      sanno di gelso e
      sono
      tante
      tanti gli alberi frondosi e i segni in terra
      pigiati schiacciati spiaccicati da piedi umani
      o lasciati
      da cornacchie e merli e loro cugini
      i merli
      quest’anno
      sono cresciuti di numero…

      hanno concorrenti gli umani che non disdegnano
      l’acre dolcezza
      della mora
      di gelso

      se macchiano gli abiti forse però non sanno che
      i vapori di zolfo
      la sublimano
      perfetta…

      anche gli uccelli non lo sanno ma loro non… non se ne curano

    • …il sentiero è per un passo così che la sosta ha sempre
      l’altro
      rigorosamente incolonnato se
      non si ama rimanere
      su
      un piede
      come amano invece fare i trampolieri
      e senza ne abbiano
      la necessità
      del
      sentiero…
      stretto

      si inerpica per il monte
      e tutto intorno
      è un fitto
      di vegetazione

      vegeta così un gelso bianco
      stillano miele
      i suoi frutti albini…
      così
      poco
      salini

      poi
      giunti in cima
      dove il colle è un piano
      e gli fanno corona
      altri
      colli
      lontani
      proprio al margine del sentiero che ora si apre a una via
      i frutti mori d’un altro gelso
      deliziano il palato
      del loro
      pastoso
      sapore acre…

      e l’inerpicarsi così trova ragione…

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