Nivolet

Nel castone di rocce e silenzi
gemme d’acqua, zaffiri e smeraldi
si susseguono e inseguono il canto
delle nevi e di eriofori casti

 
Tutto tace e profuma d’enorme
verso un Alto impossibile attratto.
Cessa il rombo di vani pensieri
e l’azzurro mi invade violento

 
Ubriaca di luce e di cielo
io sto bene e disciolgo ogni affanno
come sasso lontano tra i sassi.
Tutto è solo fatica e bellezza

 
E sto bene. Sto bene. Sto bene

 

Col Rosset, 25.VIII.2016

 

 

Versione inglese

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5 pensieri su “Nivolet

  1. …ieri
    il mar tirreno meridionale
    era
    gonfio
    e il cielo sovrastante plumbeo di piogge
    il golfo di milazzo terso
    al tramonto
    il sole basso tutto dietro un nuvolone
    tingeva di rosso fiamma uno squarcio sopra la fortezza
    e vulcano e lipari e panarea sembravano piangere
    l’assenza
    di stromboli
    loro gemella
    che lì era nero pesto da non vedersi nulla
    chinai gli occhi sull’acque dense
    d’un bel colore smeraldino brillante terso acquerello
    entrai coi crocks
    nella
    battigia
    camminai

    ciottoli sassolini granella il piede pesante risucchiato dalla risacca
    incespicava
    raggiunsi una fiumara secca
    e la strada a fianco
    l’acque
    smeraldine brillanti terse acquarello
    lasciai alle mie spalle
    mesta
    già l’ombre lunghe avvolgevano il mio andare ancora lento…

  2. …grazie
    per me sono di brutture assolute

    così come è assoluta la mia ignoranza

    sanscrito

    ieri ho letto un libricino di un autore americano
    uno psicoanalista studioso di sanscrito
    che in india
    in un tempo lontano migliaia di anni non meglio precisato
    fa
    di un gatto selvatico di razza ghepardo
    il protagonista intelligente
    per l’analisi degli affetti familiari
    le comunità in genere
    le solitudini
    in
    particolare
    e soprattutto delle libertà personali

    sanscrito

    il gatto appollaiato in un ramo di mango è studente discreto attento nascosto
    di una classe di bambini
    il cui maestro di sanscrito
    prende
    posto
    seduto ai piedi dell’albero le spalle appoggiandovi
    e i bambini facendogli corona intorno per terra

    non dovrei più mortificarmi
    delle mie ignoranze
    tante sono state evidenziate negli anni e ancora non risolte
    risoluzioni ora impossibili
    per
    l’età
    età che non fa però venire meno
    la vergogna
    di tanto

    così ho scoperto che il sanscrito non è una lingua naturale
    pur
    da una lingua arcaica iraniana naturale provenendo
    è costruito a tavolino
    con regole precise che non hanno eccezioni sia
    nella fonetica che
    nel lessico
    e morfologicamente è l’unica lingua
    che ha in sé la struttura per coniare
    con logica
    parole nuove
    e le vecchie
    non diventano mai arcaiche

    la NASA l’ha definita la migliore lingua in assoluto per l’informatica

    ho ascoltato dei versi letti in sanscrito da una voce maschile

    peccato
    che sono irrimediabilmente stonata
    non potrò mai imparare a parlarla

    età anche permettendo…

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