Luce e tenebra – parte seconda

Tu saprai sempre ciò che io sono
Io sarei perversione e il mio buio
e bestemmia alla vita e al mio Dio,
perché sono cattiva e se sola
io sarei la mia carne e quest’urlo.
 

Sono questa mia bestia e non basta
ogni lista di male e peccato
colorato di notte, che cresce
come ruga che spera essere liscia.
Ma io sono una sposa, una moglie
 

Sono involucro grigio di un’ombra
e tristezza,
ma mi volgi alla luce.
Non lasciarmi qui sola alla folla
che mi ingombra
di follia nella mente corrotta.

 
Tu saprai sempre ciò che io sono.
Sono spesso un’impervia presenza:
per non essere offesa io sono
la mia maschera,
ma tu puoi liberare me stessa dal buio
come sole la notte dirada
 

Ora penetra
tu
la mia mente
e respira me, tu,
nonostante io soffochi spesso
chi mi resti vicino,
con me.
Prendi me
qui e adesso
ti imploro!
Sono povera cosa, nient’altro
non c’è nulla di me
senza te

 

16.IX.2016

 

versione inglese

 

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9 pensieri su “Luce e tenebra – parte seconda

  1. …un topino
    forse una topina graziosa
    grande quanto un uovo
    nero fuligginoso
    la coda
    sottile
    lunghissima
    lui spaventatissimo…

    …un gechino
    forse una gechina in ghingheri
    piccolo quanto un mignolo di bambino
    appiattito
    con le dita a
    disco
    gli occhi a bottoncino
    impauriti…

    …tra queste stanze vuote
    spariti
    li avrei voluti
    domestici
    compagni di solitudini…

    …ecco un uomo
    come un bimbo o poco più
    porta il suono della sua voce forte
    ama la briscola e la scopa
    divora con brama rustici di rosticceria
    dice
    mi piaci
    sei generosa
    è la mia occupazione…

    la notte però è talmente vuota

  2. …uno studio di piano
    alita
    il mare
    lì da presso
    tutte le mattine
    con tocco fine
    stonano solo
    sulla spiaggia deserta
    i rifiuti umani abbandonati ovunque
    che è pattumiera
    tutto ciò che non è
    all’interno
    delle
    proprie
    mura…

    …c’è che qui
    le mura che ora sono mie
    mai
    abitai
    da
    sola
    s’era in tanti sempre
    quelli che ci abitavamo
    e quelli che accoglieva per l’opere d’ogni giorno
    e poi giù in giardino
    il pollaio affollato
    le gabbie dei conigli
    i nidi dei colombi
    il cane
    un mastino napoletano
    tenero come il burro…

    tutto ora è silenzio e vuoto e cadente così mi aggiro tra fantasmi

  3. …li tengono semipronti
    poi
    nell’olio bollente immersi all’ordinazione
    a casa portati
    sono consumati ancora caldi quanto basta
    sono i rustici di rosticceria
    arancini
    calzoni
    praline
    millefoglie
    crocchette
    patatine
    e
    da forno
    pizza messinese
    focacce
    pasta al forno
    ogni panetteria è affollata di avventori di questo per il pranzo e
    la cena soprattutto
    io ho portato a casa due arancini
    a mani nude portati in bocca
    li ho apprezzati
    lentamente
    un rosso corposo è d’uopo poi e durante
    ma io sono astemia e ci bevo la coca cola…

    i più arriccerebbero i nasi 🙂 è la mia ombra

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