Clemp

Gusto i passi che incedono lenti
dove sanno e respiro nel vento
che carezza le scandole vecchie
di quel borgo e le pietre del forte

Nel silenzio del verde dell’erba
mi cancello e l’affanno del mondo
si dilegua. La vita è già adesso
ed è pace e tranquillo consenso

 

Clemp, 13.VIII.2017

Versione inglese

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5 pensieri su “Clemp

  1. non un forte glorioso
    ma una casermetta piccola di tre stanze basse
    non tra le vette dell’alpe e i casolari dai tetti di scandole
    ma s’una scogliera spoglia a ridosso del mare in balia del tempo
    non nelle gloriose guerre napoleoniche o del primo conflitto
    ma del secondo piccolissimo avamposto contro lo sbarco

    una trincea rudimentale la sola difesa
    il moschetto con la baionetta la sola offesa
    sui camminamenti impervi i miei occhi giovanili lì l’orizzonte scrutando oltre
    la solitudine dei luoghi e l’incertezze di quel tempo
    il timore di cuori
    ho ascoltato
    nelle notti d’inverno
    taglienti
    di freddo
    e in quelle estive a riprendere fiato di caldi meriggi

    sentinelle inermi d’un orizzonte
    sgomente
    un’alba
    di luglio
    scoprirono potenze inaudite di fuoco

    il mio mondo lontano ancestrale

    cirica

      • PuntaCastellazzo

        Punta Castellazzo – Porto Ulisse, nel comune di Ispica – area Cirica-Marzamemi. Oggi linda e praticabile.

        L’immagine è recente. Quella che fu la caserma è il casolare in alto a sinistra. La scogliera, ai miei tempi giovanili, era impervia per il terreno e impraticabile perché coperta interamente di rovi impenetrabili. Negli anni ’60 è stata ripulita e spianata, coprendo anche la trincea che contornava la parte più avanzata, perché il promontorio fu utilizzato per stazione di controllo di esercitazioni aereo-navali: la costruzione al centro a destra è la stazione, ora abbandonata. I militari addetti alla stazione arrivavano in elicottero, per questo l’eliporto, soggiornando per il solo periodo dell’esercitazione.

        Se cerchi in rete, troverai notizie turistico-balneari con accenni greco-romano-bizantini per nobilitare turisticamente questa e le altre località della zona; che, peraltro, non occorrono, perché turisticamente sono già di per sé attrattive.

        Porto Ulisse è il lato destro del promontorio, che ripara dalle mareggiate ponentine, frequenti in quel tratto di mare. Il fondale, lì, presenta resti di strutture portuali, sommersi per crolli e cedimenti del terreno.

        Il mio pizzino parla di circostanze così minime che gli attuali abitanti probabilmente nemmeno più immaginano o non sono in età per sapere . Lo sbarco alleato del luglio del ’43 avvenne tra queste aree di mare e quelle di Gela, molto più a ponente. L’alba del 9 l’orizzonte tutto era un pullulare di navigli a vomitare fiamme e fuochi per ore, i più a salve per spaventare, demoralizzando non poco le modeste truppe costiere italiane, tra queste, la piccola guarnigione del mio pizzino. Lo sbarco avvenne durante il giorno senza alcuna resistenza. Le popolazioni dei paesi sfollarono per le campagne, temendo che i centri abitati fossero soggetti a cannoneggiamenti. Un mio amico nacque “rallegrato” da quelle esplosioni, anche lui in campagna, però in un casolare; mentre i più erano sotto gli alberi o nelle grotte delle cave naturali, che abbondano tra le propaggini dei monti Iblei e furono necropoli e anche abitazioni fino a finire del secolo XVII. Poi, dopo due giorni e una notte, si comprese che lì la guerra era finita e si fece tutti ritorno nei paesi, respirando l’aria della libertà ricevuta.

        Come vedi, un modesto essere al cospetto di Clemp; più un prodotto della mia immaginazione.

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