Nell’inferno

Non sono riuscita a rendere in italiano la struttura dell’originale in inglese; ho cercato almeno di renderne il senso, perdendo suono, ritmo e musica.

 

          Siamo qui, pezzi d'un ingranaggio
          che è dolore e secerne dolore
          fummo donne e ragazze, ora tremito

     Sono brividi i giorni d'inverno
     nella landa distrutta che trema
     nell'inferno che abbiamo creato
     dove l'aria tortura e dissecca


Lega i cuori catena di ghiaccio
e la pioggia gelata di sangue
bagna vecchia i germogli di piante
nere a terra e sparisce in un pozzo

     I dettagli e i sentieri d'inverno
     della landa distrutta che trema
     qui ci portano a un putrido inferno
     dove suona campana di morte


Vita torna alla notte in un cerchio.
Sento gemere ogni sorella
tra sussurri crudeli che orecchie
mi colpiscono come bastoni

     Ci fanno paura i ragazzi d'inverno
     nella landa distrutta che trema
     nell'inferno che ci hanno creato
     in cui gonfiano violento orgoglio


Ora vita diventa chi frusta:
rossa piaga mi solca la pelle
e nell'anima sento più male
le mie lacrime crescono: un fiume

          Siete qui, solo un ingranaggio
          che al dolore mi aggiunge dolore.
          Donna e moglie e ragazza, ora tremo




SL, 10.IX.2017 – 16.IX.2017

English version

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3 pensieri su “Nell’inferno

  1. Se non fosse naturale apprendere la lingua madre, cosa da me appresa in modo rudimentale, con non pochi dubbi, che si manifestano in strafalcioni, io sarei muta. E così invidio la tua capacità di padroneggiare i suoni di una lingua che non ti è madre, ma ti è musicale nel tuo essere ritmica di sillabe con naturalezza.

    Poi mi ripeto nel dire, e nel mio essere “come idiota”, come il ritmo colgo ancora del coro: solo perché giovinetta, di Eschilo ebbi ad ascoltare, una volta sola, una sua tragedia, a Siracusa, che un teatro greco conserva e risuona di quel fascino antico.

    A Parma, cantori di quel teatro “verdiano” s’affacciano ogni mezzodì allietando i passanti. E a Genova, studenti dell’Accademia “Paganini”, allietano le vie del centro.

    Qui, tu, sei, la nostra letizia.

  2. Lyth grazie: sei gentile … ma sei così esagerata in questa tua stima nei miei confronti… forse questa roba,finirà in 2lei… non so ancora… vediamo ….

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