L’inferno che siamo

Luca Signorelli, I dannati, Duomo di Orvieto

 

Nell’edizione 2017 di 2lei, evento annuale in Second Life contro la violenza alle donne, c’è anche un lavoro su mio testo, scritto appositamente per l’occasione.

Questo è il rinvio al machinima preparato da Marissa durante l’evento.

Sono grata ad Elettra Breadmore  per avermi chiesto di scrivere il testo.

Kristine Blackadder… io l’ho ripetutamente importunata e subissata con richieste di pareri e consigli e lei, gentilissima, non li ha mai lesinati; in particolare, si deve a lei la scoperta che questo testo si prestava alla strutturazione in pagine alternativamente rispondenti a due diversi stati d’animo della medesima donna, quasi la sua anima fosse allo specchio: si tratta rispettivamente di sconforto e di rabbia, di dolore e di durezza; si tratta comunque di due parti che compongono uno stesso dolore e che suggeriscono un cammino. Grazie, Kristine, per aver compreso il vero significato del mio testo prima che io me ne accorgessi!

L’introduzione l’ho aggiunta alla fine, quasi a riassumere il seguito ma senza giungere allo sbocco finale.

Terrygold ha costruito le scene e, anche lei, mi ha sopportato con tanta pazienza: grazie!

Ortensia, Eloisa, Exantia: a loro si deve l’interpretazione delle mie parole, con tutta la mia riconoscenza per la loro bravura nel darmi voce meglio di quanto io possa fare e, per di più, mettendoci dentro se stesse.

Un grandissimo “grazie!” a Lemonodo Oh, per la lusinghiera critica al mio lavoro.

 

Versione inglese

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6 pensieri su “L’inferno che siamo

  1. In un film, il protagonista è uno sceneggiatore hollywoodiano che, dopo il suo primo e unico successo, da Oscar, accumula solo fiaschi, tanto da ritrovarsi nella necessità di accettare velocemente un altro lavoro per mantenersi. Va ad insegnare, di grandissima controvoglia, scrittura creativa in una Università statale, per un corso semestrale di sceneggiatura. Parte sfiduciato, ritenendo l’insegnamento un lavoro per gente fallita, e finisce con lo scoprire di essere un ottimo docente, apprezzatissimo dai suoi allievi, oltre che dagli altri docenti.

    Una battuta del film fa dire al protagonista, per complimento, “ti invidio”; rivolta a un suo allievo, autore di una sceneggiatura venduta a Hollywood con il suo interessamento.

    Ti invidio!

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