la scala

la scala scende per rampe a torre quadra metallica e griglie
la mia lilly è sul vuoto
infastidita ai piedi
per l’unghie e polpastrelli che v’affondano
è goffa
timorosa
prudente
ne siamo uscite
lo sbocco è angusto
strozzato dalla tangenziale un suo svincolo complesso
e un istituto ciellino prestigioso
come un tutt’uno ad aprire un angolo remoto
tra mura e reti di recinzioni a proibire
lembi di prati al sole
muffe maleodoranti alle strutture
rifiuti
piaga che non ha guarigione
imbratti di vernici
messaggi oscuri strambi ghirigori richiami d’amore
srotolano metallici passi in discesa
nel cielo luminoso pulito
la torre di griglie
conduce
frettolosa una sagoma
sbuca
la mia lilly s’allarma accenna un abbaio
lei è già oltre
ingoiata ancora più frettolosa nell’angusto

noi ci si imbuca lì per prati fioriti

Un pensiero su “la scala

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