Cicale

Di cicale m’invade schiamazzo
che dall’alto dei cedri discende
e percorre il giardino e la mente,
parossismo nell’afa del giorno

 

E’ segnale d’estate e del tempo
che rigenera futili istinti
all’amore che a notte si smorza.
Bramo densa pienezza dei giorni

6.VII.2018

 

Versione inglese

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3 pensieri su “Cicale

  1. La mia casa avita è dalla stazione ferroviaria cinquanta passi. Poi, oltre l’ultimo binario, s’innalzano subito i monti peloritani che, a balze ampie svettano nella vetta più alta detta Antenna a mare, perché dai suoi mille metri si gode la vista dello Ionio e del Tirreno e tra i due il Mongibello, spesso col pennacchio e, nelle notti di vomito, fiammeggiante, quando capitano.

    Dirimpetto alla stazione, per seicento metri digradanti, c’è poi il mare che ha le Eolie e Milazzo come un grande golfo verso lo stretto e le calabrie. I terreni tutt’intorno, campi di agrumi e orti. Le falde peloritane di sottobosco intricate e le balze d’uliveti secolari. Oggi è tutto ai piedi dei peloritani un agglomerato urbano disordinato.

    Le cicale.

    Il caldo estivo era alla stazione esaltato dal numeroso materiale rotabile in sosta. E la grande cisterna a mezza costa, sulla scarpata peloritana, assicurava fresco ristoro idrico a tutti. In così tanta biodiversità, di giorno a frastornare erano ossessive le cicale a migliaia nel caldo torrido ferroviario. La notte prendevano posto più miti i grilli e le rane. E non c’era mai silenzio. E il cane del nostro vicino era alle stelle e alla luna che confidava d’abbai rabbiosi la sua condizione di perenne incatenato; la catena sbatacchiando nel tentare la libertà disperatamente agognata. Per non dire dei rumori propri della stazione, giorno e notte in manovre frenate di convogli, governate da decine di fischietti acuti, rotolanti di note.

    Le tue cicale, ricamo di delicate parole flautate, cantano le piacevolezze agreste all’ombra d’un cedro e aprono al bucolico dei tuoi campi intorno, ricchezze di antiche cascine, che della bassa, ciascuna è un’oasi di operosa umanità.

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