surrealismo saffico

or sono trenta e più anni
io ancora nei miei quaranta
già tutti i miei figli
al bancomat sostando in coda
un pomeriggio di bel sole primaverile

che ha da guardare

un apostrofo fu in malo modo da un bulletto non più nella pelle inviperito
mi ridestai dall’attesa
ed era in coppia
lui e lei come gemelli ben nutriti
insaccati in abiti nuovissimi traboccanti tutto di loro nudità
tirati a lucido sin sulla punta dei capelli
lui in jeans che esplodeva di sodità corporali
e un torace sotto una giacchetta senza maniche fatta per non essere allacciata
capelli ritti come cresta nei colori del violetto
sembrava inamidato
lei in zeppe altissime shorts oltre i glutei un corpetto bianco di merletti colmo
insufficiente anche a contenere i soli seni traboccanti
labbra rosse maquillage esasperato occhi marcati
capelli cotonati arcobaleno
unghie mani e piedi laccate violetto

guardai appena i suoi occhi di bulletto
mi ero voltata
per guardarlo
era lei che lui temeva che io contemplassi perché non altri c’era
mantenni staccata la mia aria d’attesa
era il mio turno

e al banco sferruzzando mi dicevo

o avrò aspetto saffico così che si è ingelosito
o avrò aspetto critico così che invece si è inviperito

certo è che
i loro sedici anni erano in maschere esasperatamente forzate portati

2 pensieri su “surrealismo saffico

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