senza lampo senza tuono

così da subito privi d’udito e vista
è il loro intorno buio e silenzioso
o questi sono tali
perché contrapposti ai loro opposti
che i ciechi e i sordi nati
non
hanno

ma se l’intelletto non hanno d’altra menomazione affetto
han voce e luce in loro stessi vivide e potenti
e spetta ai normati
esternare
quella luce
e quella voce
perché si aprano agli altri e a loro insieme

vedere
cos’è vedere
udire
cos’è udire
per loro il reale rimane il tocco e l’odore
e con queste due ricchezze il dialogo conquistato apre
all’altre che non hanno

e non è men ricco dei normati il loro pensiero così diverso sviluppato

2 pensieri su “senza lampo senza tuono

    • È in sintesi la storia di una donna cinese del novecento, sordo-cieca dalla nascita, forse ancora vivente, che è recuperata alla vita di relazione, quando, già adolescente, era ritenuta alla stregua di un animaletto. Un americano in viaggio lì la scopre, se ne interessa, scopre l’unico istituto cinese dell’epoca per sordi e/o ciechi e la ricovera a sue spese. Dopo due anni la ragazza ha recuperato più di quanto era immaginabile e lì non possono fare di più. Allora l’americano la ricovera in un istituto negli USA, impara l’inglese, si laurea, insegna in quell’istituto e, pensionata, se ne ritorna in Cina, nella sua città natale, assistita da un operatore, alfabetizzato nel linguaggio gestuale, quando occorre facilitarle la vita di relazione con i normati. Lei però vive da sola tranquillamente autonoma muovendosi anche per la città. Di lei è stato prodotto un film biografico, di cui è protagonista nel finale Cinese.

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