c’era un tempo

c’era un tempo in cui volavo
dalla strada in cima a grattacieli
i palmi trovando presa nell’aria
come appoggio
solido
su cui sbattendo sollevarmi
mezzo piano
per ogni presa
velocemente
come finguella

sulle strade affollate di struscio
sfiorando teste che mi ignorano
i palmi come ali agili di pipistrello

alla marina
sola
le notti di tutta luna
quando spira il vento di terra
e albatro d’ali immense sollevata
il mare sovrasto
e la terra s’allontana
e l’orizzonte cede il mare a terre esotiche lontane
e l’approdo
tra tanta gente nuova
è inosservato

o tra intrighi di strade che entrano in labirinti impossibili di interni
e hanno sbocchi solo da finestrini stretti
sopra cortili angusti
che tetti
poi
strapiombano su intrighi di reti ferroviarie e cavi elettrici tesi
che ne temo la scossa
e devo scansare

io
posso
volare

dico a tutti

guardate

ma a nessuno interessa e scendo rampe di scale sorvolando gradini

così
mai avendo apprezzamenti
quel tempo
ho
perso
per il disinteresse

ora peso
e se il vento ancora mi alza
da qualunque posto
è per precipitarmi sempre a mare
e l’acque
prendermi
vestita
appesantita
infreddolita
a stento a galla per respirare con fatica

e nessuno curarsene

2 pensieri su “c’era un tempo

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