la strada

attraversa il paese dritta
da ovest a est
taglia le tre grandi piazze
poi
per non sbattere sul costone sopraelevato della strada ferrata
a cui fanno da scudo splendidi filari di schinus molle
pepe falso delle pendici amazzo-himalaiane
s’apre subito a sud sulla piazzetta ferroviaria
e a nord
serpeggia alta
di 500
metri
le sinuose pendici iblee della val di catania

c’è popolo numeroso
tutte le età
poppanti in braccio alle mamme
anziani coi bastoni claudicanti
i gruppi giovanili rigorosamente divisi in femmine e maschi
le autorità comunali capeggiate dal borgomastro bardato di tricolore
precedono le insegne e i vessilli municipali e del clero
vigilano compite le autorità militari
sfilano ordinate su doppie file gli ordini religiosi e le confraternite
in mezzo
l’intera curia ammantata
s’alternano rosari e canti di lodi a Maria
già imbrunisce
il passo è lento e solenne
si accendono ceri
il paese inghiottito dalle volute del terreno boschivo di colture
appare
solo
la natura
rigogliosa
c’è ritardo
si
dice
di bocca in bocca come onda di mare
si deve attendere

per l’esplosione d’un ordigno
vomitato dalle fortezze volanti durante la lunga campagna d’italia
si spezzano i suoi nervi ottici
e
l’oscurità
lo coglie all’istante
raggomitolato tra tanti in un letto d’ospedale
s’affida alla Vergine di loreto
è miracolato
vede
i nervi rimanendo spezzati così
dicono
si dice
gli attestati medici
che porta sempre seco
a comprova
di
tanto

allora
si sdebita
organizza
un pellegrinaggio in tutta italia
al seguito
della Vergine
portata
in trionfo
di luogo in luogo

ecco
è in ritardo
sulle pendici iblee
la processione che cede a noi
accoglienti
la Vergine
per una settimana fervida
di adorazioni

arrivano
c’è animazione e trambusto
la Vergine è presa a braccia dai nostri uomini
si ricompone il corteo con Lei in mezzo
rifioriscono i canti e le orazioni
la notte è di stelle
i
ceri
riaccesi
il passo ora affrettato
è tardi
è già autunno
l’aria fredda della notte
punge
i respiri condensano evanescenti
il paese
ad alcuni chilometri

settantatré anni dopo così sono naturalmente senile di ricordi

5 pensieri su “la strada

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