Bovary – Jinny n.1

La foto viene da qui

 

Nudo guardo il mio corpo che invecchia,
seni molli ormai chini alla terra.
Cade orgoglio di muscoli eppure
vuole amore la carne e carezze

Ci si illude che è solo un po’ tardi,
che la vita è in potenza ancor tutto
che domani ogni cosa succede.
Tutto scappa e si resta alla soglia

Qui si vive e si muore, si brucia
come fievole fiamma per poco.
Sono io mio demonio, il mio male
mi pervade ed invidio ragazze

Col mio corpo si sgretola il senso
del mio rosso sostare nel mondo.
Fui la dea di me e molti. Ora piango,
vuota spoglia d’insipido niente

Cerco un morbido grembo di donna
dove porre il mio capo e celare
nella pace illusoria di istanti
ogni stanca tortura di affanni

Cosa è stato di me che ero un sogno
di bellezza intessuta a speranza
cui la vita ha spezzato le braccia
con brutale violenza di fatti?

Non c’è nel mio orizzonte preghiera
né Qualcuno cui chiedere tutto.
Così vago scomposta nel tetro
panorama d’assurdo che sfuggo

10.IX.2019

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