baccano

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ottoni cordofoni percussioni

la
festa
esploderà

affollata rumorosa coinvolgente

Un pensiero su “baccano

  1. Guarda… non so … e francamente non so se preferirei il ritorno alla “normalità” oppure qualcosa di diverso … ovvio … anche io farò festa … tutti faremo festa … chi ci sarà, dico … ma vorrei che ci ricordassimo di tutto questo… che cambiassimo … che tornassimo verso ciò che conta … che imparassimo, Dio mio! … hai visto il Papa, l’altra sera?
    So di essere sconnessa, ma so anche che quasi ogni giorno ho notizia di morti che conosco e che prego che tutto questo non sia invano, che tutto questo serva, accidenti. Che serva a tutti, ma serva a noi, ma serva a me. Che serva.
    Dopo aver sentito la predica del nostro vescovo, domenica – presumo l’abbia sentita anche tu – con quel suo appello perché si risvegli la Bellezza (è bravo il nostro vescovo!) voglio provarci. Voglio mettere da parte (senza ignorarla…e come potrei?) la tristezza. Perché come diceva quel grande amico la vita è triste, ma per fortuna è triste, perché altrimenti sarebbe disperata. E la mia vita, la tua vita, la nostra vita non è disperata, però è triste, perché è così come la vediamo. Come la vediamo ora. Ma è colma di Bellezza, come il sole di ieri ci evidenziava e come lo sparuto raggio di adesso, rinchiuso e costretto tra il grigiore che come da previsioni abbiamo di fronte, ci indica come possibilità e come speranza.
    Dicevo ad una cara amica ieri (no, non lo dicevo…lo scrivevo) che un conto sono istinto ed emozione ed un conto è ragione e giudizio. Io ho sempre pensato di essere sbagliata perché la mia affettività non è rivolta a Cristo ma a cose che ho più vicine… sì, va bene … a cose di carne … e tu un po’ mi conosci e tu un po’ mi hai vista e sai come sono fatta. Però questo contrasto forte che vivo tra ciò che so essere giusto e bello e ciò che faccio non deve ingannarmi. L’emozione va dove vuole e non la posso governare, come impulso d’istinto, ma la posso giudicare.
    E il mio giudizio è che io sono salva, che io sono stata salvata, come te, come tutti quelli che lo riconoscono, e che questo ci racconta Pasqua. Anche questa Pasqua che vivrò chiusa in casa senza gli altri, per la prima volta in vita mia.
    Quindi non è sbagliato avere il cuore colmo di tristezza… dopotutto è il mio carattere, la mia natura, e questa situazione easpera tutto… ciò che più conta è il mio giudizio su questa situazione e la mia consapevolezza che amare Gesù Cristo ed amare la Chiesa non è (per me).qualcosa di spontaneo, ma qualcosa che voglio e quindi qualcosa di vero. Forse l’unico sprazzo di verità in questa mia vita.
    Perdonami, sono arrivata qui senza seguire un ragionamento lineare, lo so. Tu mi hai dato la scusa per pensare “in chiaro” e non come nel dormiveglia.
    Ieri ho appiccicato qui ciò che il mio istinto mi urla in questi giorni.
    Non so se ce la faccio, ma nelle mie prossime appiccicate vorrei annuire al risveglio della Bellezza, che non è baccano per dimenticare.
    E’ solo consapevolezza.
    Ci provo.
    Aiutami, se puoi.
    Un caro abbraccio … e stai attenta, accidenti… sta attenta.. ve ne state andando in troppi.

    Judy

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