dell’incomprensibile

la prima elementare è iniziata da alcuni giorni
i bimbi sono alla porta accanto
adornano il grembiule nero con
un colletto
blu marino
noi lo abbiamo bianco
forse così
per gli adulti
siamo diversi ai loro occhi vigili
ma chi scambierebbe una bimba per un bimbo
solo perché indossano lo stesso colletto
forse è solo un modo per puntualizzare le differenze per
dirci
che siamo per non mischiarci
mah
ma non ci fanno giocare insieme questo è certo
come si giocava invece all’asilo

c’è agitazione tra i genitori
mia madre ed altre sono tutti i giorni qui a confabulare
per via della maestra
si dice
un donnone enorme seduta sembra in piedi più bassa gli occhi grandi
persi lontani
ci accoglie già in cattedra
le dita intrecciate poggiate sul ripiano a pugno
immobile
sempre con la stessa espressione
assente
non batte un ciglio
non fa l’appello
entrata l’ultima ci parla subito della russia di quanto sia
un paese grandissimo di popoli
felici

è comunista
mi mormora all’orecchio la mia compagna di banco
come a volermi confidare saputella un segreto misterioso

l’aspetto
la peluria nera al labbro superiore
mia madre sempre presente
comunista
sarà certamente come a voler dire orchessa
rimugino
mah

ecco
entra la direttrice
una signora elegante ancora agile
confabula brevemente con la maestra
esce

bambine
oggi è il nostro ultimo giorno insieme
domani avrete un’altra

riprende il suo dir dei popoli della russia
senza aver mai cambiato
d’un ciglio

domani
divaga la mia mente vuota
sull’incomprensibile misteriosa

novità

3 pensieri su “dell’incomprensibile

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