migrai

l’anno millenovecentosessantatré
migrai
come oggi su d’un treno
una notte
una mattina
oggi
per ritornare ove
da
cinquantasette
anni
ho abituale e fissa dimora allora
ero siciliana
oggi sono io chi

bella sicilia amate sponde
vi lascio
tirreno in quel di milazzo scrigno eolico
chi sa se più

vi rivedrò

9 pensieri su “migrai

  1. Sembra strano che in un’epoca in cui è facile viaggiare da un capo all’altro del mondo, si possano sospirare le “amate sponde” . Eppure è così che ci si sente quando si è lontani dalla propria terra. Perché non è l’andare a rivederla, quel che manca, ma il viverci dentro , il respirare giorno dopo giorno, la sua aria i suoi profumi, assorbirne la sua linfa.
    Grazie di questi, Lyth 🌹

    • È il bisogno dell’appartenere, in senso affettivo, dove alla maturità si è stati condotti per mano al sapere, al discernere ad apprezzare…

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