recitare

recitare
quest’arte antica come
l’uomo

dai monti iblei sulle pendici di quel
in val di catania
nel settembre del ’51
passammo
a quei
sulle pendici
litorali
del ragusano i
primi
a 520metri alti sul mare lontano invisibile
i secondi
a 170metri alti sul mare lì a un tiro di schioppo visibilissimo
sulla bassa alluvionale sottostante
che
le bonifiche post-belliche
avevano
appena liberato da
acquitrini e pantani malarici lasciandoli
solo
non più malarici
lungo il litorale lagunoso a
cavallo di
capo passero
dell’italia più insulare
non
considerando
le isole
minori
naturalmente

due mondi vicini e diversissimi
contadini
entrambi ma
quest’ultimo mortificato da secoli di territori malsani
come lo erano state le paludi pontine prima
e grandi latifondi
che
ne
avevano mortificato uno sviluppo più
economicamente
sostenibile
a danno di una povertà più diffusa
faticante
per racimolare almeno un magro pasto quotidiano
che
con l’emigrazione dei braccianti
in nord europa e nel nuovo e nuovissimo mondo
e le bonifiche territoriali
iniziava
ad essere meno
problematico
e a rifiorire di nuove abitazioni moderne e
l’abbandono di quelle fatiscenti e
spesso
tuguri

la piazza principale era il luogo domenicale per i
braccianti giornalieri per
racimolare
il lavoro a giornata
così
tutte le domeniche mattina era
affollatissima
zeppa di brusii di chi offriva
e di chi si proponeva
sfoltendosi
mano a mano i contratti erano conclusi con
accordi
verbali

ecco
è qui in
questo contesto che
d’un tratto
un declamare cadenzato in endecasillabi
con voce calda e limpida
sovrasta i brusii
e li fa cessare
e
tutti
si girano attenti rapiti
verso la chiesa madre dedicata a san bartolomeo
ove
alto sovrastante
sul primo pianerottolo
affacciato
un vecchio che per età e magrezza mi parve uno spirito dell’oltretomba
gesticolando
solenne
nel suo abito nero in cui ci stava largo assai
narrava epico le sue accattivanti
storie
paesane
in corretto dialetto locale
non sbagliando un accento
una
metrica
una pausa
un
sospiro

va a braccio
disse uno vicino a me
sì è bravissimo inventa all’istante
gli rispose un altro
ed è anche
analfabeta…

così
io
ancora scolara di quinta elementare
ebbi
l’anteprima
di questo dir divino
che alle medie avrei trovato in omero di monti e
alle superiori

in dante

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