pietre nere

di
pietre nere
la baia è detta
un arco di casupole la rena poi gli scogli
palafitte
una rotonda sostengono
di paglia
il tetto ha ombre fresche nella brezza un sospiro piacevole
musica
italiana
diffondono trombe come echi cadenti dal cielo
è estate del ’53
una domenica qualunque
folle vocianti accaldate sudate
bambini schiamazzano tutto
ombrelloni mossi cabine sgargianti corpi in costumi
alla
luce del sole cocente tutti il
mare
appena
un respiro
eternamente
di nilla pizzi
note accompagnano
la sua
voce d’armoniche liquide che
ai riverberi del sole scivola
come danze di veli
sull’acque
lievi
sonnolento l’orizzonte solca lento un vapore

mi innamorai quell’estate lontana un
ragazzo
bellissimo

non mi guardò una volta uffa

stecca com’ero
pelle e
ossa

bruttina… tutta ecco

2 pensieri su “pietre nere

    • Ora è il porto di Pozzallo: noto per i migranti salvati dal mare e per alcune scene del “commissario Montalbano”.

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