età nel tempo

così sorvolo il mio tempo dagli inizi del ’43
già sulle gambette ossute a sgambettare incerta
i cieli notturni incubi
sovrastati da fortezze
quadrimotori
rumorosi
portatori di
lutti e distruzioni
poi
cassibile
le vite disorientate ritrovare sorprese le quotidianità perdute e
gli adulti tutti
apparirmi
giganti
alcuni forti d’energie vitali operosi solerti altri
lumicini in
consunzioni come fossero matusalemmi
l’età vere esplose oltre ogni
immaginabile
col tempo buono scaldarsi al sole
fagotti
seduti
in strada
all’uscio di casa
gli occhi nell’attesa del tempo finito silenziosi
ma

uno
magro come uno spaventapasseri
sempre in abito nero insaccato abbondante e la
camicia bianca
a sottili righe verticali azzurre
e giro collo senza colletto il
basco
in testa
le scarpe come appena lucidate
all’uscio sedeva tutto il giorno nei giorni buoni

sempre
solo
sempre sulla stessa sedia ma
non attendendo
il finire del tempo suo
attendeva invece a far di ferri in mano calze
sferruzzando solerte
veloce attento preciso
unico
matusalemme
vero
operoso
instancabile

vecchia ora sono io
per gli anni
il tremor delle mani non più nascosto gli
occhiali
che non ricordo mai dove adagio
le parole che
in punta di lingua
non
escono
ad articolar pensieri completi che così rimangono appesi
le gambone ora ritornate incerte
e
non sono
ultra nonagenaria e
ancor meno
indirizzata al secolo

quando
sferruzzo d’ago il chiacchierino
in poltrona in casa seduta comoda
non più d’una frazione breve
e
rara
nel
lungo tempo atteso ad
altro
il mio vecchietto all’uscio tutto il giorno a far calze perfette
è
ora
più giovane
di quanto di lui mi parve
e mi era apparso proprio proprio
matusalemme
allora
e forse lo era

e io ne sono ancora lontana ma già d’acciacchi lesa avviata a termine solerte

3 pensieri su “età nel tempo

    • Il 3 settembre 1943, in contrada Santa Teresa Longarini di proprietà della marchesa di Cassibile, in un suo casolare l’Italia firmò la resa incondizionata agli alleati che entrò in vigore l’8 settembre alle ore 19,42 con il proclama di Badoglio trasmesso per radio: in Sicilia la guerra ebbe fine e la gente sciamò come formicaio dopo un lunghissimo e tremendo temporale.

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