Pioggia sui vetri

 

max richter

Max Richter – On The Nature Of Daylight.

Anni fa (sì: troppi) scoprii il mondo delle chat: iniziai da winmx, quindi passai a Mirc eppoi eccetera. Trovai diversi amici in quegli strani mondi, tra cui ty, Lyth.

Una delle mie prime amiche fu lei, che io ribattezzai Annapiccola. Fu lei a farmi scoprire, tra l’altro, il Concerto in Do di Ravel e particolarmente il suo magnifico, triste e struggente Adagio.

Fu allora che scrissi queste parole.

Alcuni giorni fa un’altra amica, Janus Fall, un’artista, mi fece ascoltare la musica di Max Richter’s On The Nature Of Daylight, di cui l’immagine che riporto sopra contiene un collegamento. Questa musica mi fece rivivere l’incontro con Annapiccola (dove sei finita? Stai bene?), così decisi di tentare la traduzione in inglese delle mie parole di allora. Di queste parole.

 

Stillicidio rugginoso
triste imperla
di pensieri rigirati
vitrea stanza

un decoro ricorsivo
si condensa in
fredde lacrime
da altri richiamate

scie di noia tanto tracciano
un disegno che ristagna …

Non si muta, non si muove,
ossessivo si rincorre.

Sopravvive.

 


Monza, troppo tempo fa

 

Traduzione inglese (o, almeno, suo brutto tentativo)

 

 

5 pensieri su “Pioggia sui vetri

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