guardai

lei stava ritta come manico di scopa
minuta
al suo cospetto quando egli si alzò
dalla
panca
che lo aveva come
fagotto
goffo
silenzioso
tenuto

girò sui tacchi
mosse i passi certi senza ripensamenti… lei
come a fermarlo
accennò
i suoi
incerti
un braccio teso… molle la mano a
puntarlo
come
fermarlo
poi
stette a guardarlo sparire sulla strada che si dissolveva tra i palazzi
attese un attimo dispersa
il vuoto
le era intorno
si sedette sulla stessa
panca
un angolo accosto
come a non turbare ciò che di lui c’era ancora
aleggiante

ora gobba
persa nelle cose che non si erano dette
tra le labbra con le dita… mosse
un truciolo di tabacco
d’una sigaretta
che
non fumava

sono i giorni della merla… pensai mesta per lei… e il freddo è nelle ossa

4 pensieri su “guardai

  1. Hai scritto la scena di un film…ok un film da femmine, ma bello! Questo è quello che io intendo spesso quando, tra le mie parole, dico “inverno”

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