Access – Passo 1

Access – Passo 1

IDE è l’acronimo delle parole inglesi “integrated development environment” o “ambiente di sviluppo integrato”, ovvero una metodologia di facilitazione delle risorse di utilizzo di una qualsiasi app. Così Word, Execel, Access, app della famiglia Office, producono, attraverso proprie IDE, le lavorazioni che ci necessitano: testi, calcoli, database. Senza, le IDE le app non esisterebbero. A noi, in queste digressioni, interessa l’IDE dell’app di Access vers. 2007, essa si presenta così:


ove è:
1->la barra di identificazione dell’app in uso e del file in lavorazione;
2->la barra dei menù di accesso agli strumenti dell’IDE;
3->la barra degli strumenti dell’IDE per ciascuna voce della barra dei menù;
4->l’area delle strutture dell’app create con l’ausilio dell’IDE;
5->l’area di lavoro dell’IDE.

Per aprire l’IDE di Access 2007 selezionare l’apposita icona dell’app dalla raccolta dei programmi istallati sul vostro pc. Essa si presenta simile a questa:

e apre la seguente finestra di dialogo:

Sull’area centrale sono proposte 10 icone di creazioni facilitate di specifici database: a noi non interessano. A noi interessa l’unica icona sopra esse che crea un database vuoto, pigiandola sul lato destro della finestra appare:

Sul rigo “Nome file:” digitare “Biblioteca” e poi pigiare l’icona gialla a destra per aprire la finestra di dialogo di gestione delle cartelle di archivio del pc. Scegliere la cartella “Documenti” e ivi creare una nuova cartella “Biblioteca”, confermare e chiudere la finestra di dialogo. Si ottiene questo:

Quindi pigiando “Crea” si ottiene questo:

L’IDE propone di definire la prima tabella del database che è una delle 6 strutture che questa app ci permette di definire.

Le 6 strutture dell’app sono queste:
1->Tabelle: una o più tabelle, le classiche tabelle di Word o di Excel formate da celle su una o più colonne e su più righe, che si relazioneranno coerentemente per contenere le informazioni che definiscono ciascun libro. Ciascuna tabella è gestita in due tempi: il primo tempo (detto visualizza “Struttura”) per definire il nome della tabella e le intestazioni di colonna e, per ciascuna cella, definire il tipo di dato che conterrà: testo, numero, data…; il secondo tempo (detto visualizza “Tabella”) per digitare nelle celle della stessa riga le informazioni che riguardano un libro. Le Tabelle si creano e si gestiscono con molta facilità intuitiva.
2->Query: le query sono una metodologia per definire le relazioni tra due o più tabelle e visualizzarne i risultati secondo specifici filtri e ordinamenti. Le Query richiedono un approfondimento maggiore, rispetto alle Tabelle, per essere definite correttamente secondo i singoli bisogni: cioè, occorre un maggior impegno di apprendimento per padroneggiare questa metodologia. Anche per le Query esistono la visualizzazione struttura e la visualizzazione tabella generata.
3->Schede: le schede sono strutture che consentono di gestire le Tabelle presentando ciascun rigo di esse come un modulo che occupa l’intera superficie del monitor. Il nome proviene dal cartoncino usato per aggiornare lo schedario manuale di una biblioteca. Ma le schede digitali sono molto più versatili di una scheda cartoncino perché permettono di modificare facilmente la loro grafica di presentazione. Inoltre la scheda può essere la grafica di una tabella che presenta ciascun libro tutto su un rigo. Anche per le Schede esistono la visualizzazione struttura e la visualizzazione utilizzo.
4->Report: i report consentono di stampare i contenuti del database curandone l’aspetto tipografico entro i limiti del supporto cartaceo che si vuole utilizzare. Tabelle, Query e Schede si possono stampare direttamente ma essendo strutture definite per il monitor e non per la stampante (periferiche che hanno comportamenti diversi nel presentare i dati) le loro stampe dirette non possono rispettare rigorosamente le regole tipografiche: producono brogliacci. Anche per i Report esistono la visualizzazione struttura e la visualizzazione stampa generata.
5->Macro: le macro sono stringate istruzioni per generare linee più complesse per il governo di Tabelle, Query, Schede e Report.
6-> Visualbasic: visualbasic è il linguaggio di programmazione per potenziare il database a specifiche necessità di utilizzi. L’esperto di questo linguaggio governa al meglio tutto il database e lo personalizza per ogni singola necessità. Occorre però dire che per gestioni “casalinghe”, come la biblioteca di casa, il ricorso al Visualbasic è accessibile a tutti, indipendentemente dall’essere o non essere programmatori.

Se siamo interessati non scoraggiamoci! Il database che realizzeremo è costruibile da tutti perché l’IDE che ci supporterà è facilmente governabile e intuitivo nella quasi totalità dell’utilizzo che ci serve e i risultati sono più che soddisfacenti per automatizzare un buon schedario di accesso alla propria biblioteca. È altrettanto vero. però, che l’IDE, nel suo dettaglio, offre numerose possibilità di governo che, in mani esperte, producono risultati accuratissimi. Ma a noi interessa solo ciò che ci consentirà di realizzare la nostra biblioteca informatizzata. I curiosi possono poi proseguire a più accurati approfondimenti e, perché no?, divenirne esperti.

Per chiudere il database che abbiamo creato utilizzare la classica “X” all’angolo superiore destro del monitor e… a rivederci al 2° passo. Bye…

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